Alberi di melo

Albero di mele: guida alla coltivazione biologica

Il melo è sicuramente uno degli alberi da frutto più ampiamente diffuso e coltivato. Appartiene alla famiglia botanica delle rosacee e al sottogruppo delle pomacee. La coltivazione amatoriale delle mele non è semplicissima ma con un po' di accortezza, si possono ottenere dei risultati apprezzabili. Forse i frutti saranno meno grandi e belli rispetto a quelli che siamo abituati a trovare sui banchi del mercato ma sicuramente saranno più genuini.

Dove piantare il melo

L'albero di mele ha delle esigenze a livello climatico che devono essere rispettate, se si vogliono avere delle soddisfazioni dalla sua coltivazione. Prima di piantare degli alberi di mele, bisogna sapere che, questa pianta, al fine di risvegliare le gemme dalla dormineza la successiva primavera, ha la necessità di passare, durante l'inverno, circa 1000 ore a una temperatura compresa tra 0°C e 14°C. Tale requisito non può essere soddisfatto nelle aree geografiche caratterizzate da inverni miti. Questa caratteristica e la resistenza anche a temperatura molto basse (fino a -25°C), ne hanno la coltura ideale per mettere a frutto terreni oltre i 1000 metri di altitudine. Esistono tuttavia delle varietà con requisiti climatici meno stringenti, come le mele della varietà Annurca, le quali, possono essere coltivate in aree geografiche dagli inverni meno rigidi.

Per quanto riguarda il terreno, invece, il melo, non è una pianta particolarmente esigente. Si adatta a crescere praticamente su ogni terreno, questo anche grazie alla vasta scelta di portainnesti. Unico requisito è che il terreno non sia troppo acido. L'ideale, come sempre, è eseguire un test del terreno con un apposito kit per sincerarsi che il terreno non necessiti di correzioni prima di eseguire l'impianto. I kit di analisi del terreno si possono facilmente reperire nei negozi specializzati o direttamente online. Cliccando qui potrai acquistare un kit di analisi del terreno a nostro avviso molto valido. Nel caso in cui il terreno risultasse troppo acido, potremo correggerlo seguendo i consigli riportati nell'articolo dedicato alla correzione di un terreno troppo acido.

Quando e come piantare l'albero di mele

Il melo può essere piantato nel campo tra ottobre e marzo, evitando di effettuare la messa a dimora su terreni ghiacciati. Si andrà a scavare una buca larga e profonda 70 cm, almeno, che andremo a riempire con terreno, smosso per una quindicina di centimetri. Il giovane melo, andremo a collocarlo, con il pane di terra, sopra tale strato. Questa accortezza serve per dare alle giovani piante la possibilità di espandere le radici più facilmente senza incontrare resistenza. Possiamo aggiungere alla buca anche una piccola quantità di roccia fosfatica, un fertilizzante naturale che stimola lo sviluppo dell'apparato radicale. Se vuoi saperne di più, leggi la guida completa al fosfato di roccia. Riempiremo il resto della buca con il terreno smosso pressando leggermente alla fine. Annaffiamo abbondantemente.

Distanze da rispettare

Quando si piantano le mele nel nostro giardino, è importante sapere che, il melo, è un albero che se piantato da solo non darà nessun frutto. Infatti, i suoi fiori, possono essere impollinati solo da polline proveniente da un altro albero. Per tale motivo, se si vogliono mangiare mele, si dovranno piantare almeno due piante delle stessa varietà. Tenendo a mente ciò, sarà importante rispettare anche la giusta distanza tra gli alberi. Piante troppo distanti renderanno l'impollinazione difficile, mentre, alberi troppo vicini, entreranno in competizione per luce e spazio. Per evitare tutti questi inconvenienti, dovremo aver cura di piantare i nostri alberi di mele a una distanza di circa 4 metri.

Irrigazione e pacciamatura del melo

L'irrigazione del melo dovrà essere regolare nei primi 2 o 3 anni di vita della pianta, cioè quando ancora l'apparato radicale non ha avuto il tempo di espandersi bene nel sottosuolo. Successivamente, le irrigazioni, potranno farsi sporadiche e limitarsi ai soli periodi di siccità. Tuttavia, nel caso in cui si coltivino meli su portainnesti deboli, per esempio il melo M9, l'irrigazione dovrà essere regolare per tutta la vita della pianta. A tal proposito, al fine di ridurre il fabbisogno idrico degli alberi di mele, potrà essere utile disporre intorno al fusto uno strato di pacciame a base di fieno o paglia. Questa accortezza ridurrà la competizione idrica con il manto erboso attorno all'albero. La pacciamatura andrà rinnovata periodicamente, visto che, fieno e paglia, tendono a decomporsi. Sarà buona regola, inoltre, disporre, sotto alla pacciamatura, uno strato di fertilizzante organico, almeno una volta all'anno.

Come potare il melo

Nella coltivazione amatoriale del melo, il consiglio è quello di lasciare che gli alberi si sviluppino liberamente. In ogni caso se vogliamo non avere problemi nella raccolta delle nostre mele, nulla ci impedisce di potare i nostri alberi di mele in maniera tale da rendere la raccolta molto più agevole. Potremo allora "allevare" i nostri meli nella forma a "fusetto" o in quella chiamata "taille longue". Gli interventi di potatura andranno effettuati alla fine della stagione invernale e si concentreranno principalmente nella eliminazione dei rami bassi (fino a circa 1,2 metri dal suolo) di quelli secchio o esauriti e di quelli troppo fitti. Polloni e i succhioni, invece, vanno eliminati in estate. Ricordiamoci poi che, il melo, produce sulla lamburde ma anche sulle gemme presenti agli apici dei brinfilli e dei rami misti. Un taglio di questi rami stimolerebbe un ricaccio di vegetazione. Per bilanciare la carica produttiva, allora, è preferibile diradare i rami anche raccorciare quelli presenti.

Come e perché diradare i frutti

Non tutti sanno che, se un albero di mele viene lasciato a se stesso, non darà frutti di buona pezzatura e, inoltre, alternerà un anno di grande carica con uno in cui produrrà poco o niente. Per evitare questi inconvenienti, si interviene diradando i frutti. L'intervento di diradazione va fatto dopo una circa 10 giorni dalla formazione dei frutticini. Questi ultimi, originano da un'inflorescenza composta da cinque fiori. La diradazione si fa togliendo tutti i frutticini che si sono formati dall'inflorescenza meno quello centrale. Sarebbe meglio utilizzare una forbice preservando parte del peduncolo. Questo evita che, la ferita di taglio, faccia cadere anche il frutticino che abbiamo lasciato sulla pianta.

Le principali malattie dell'albero di mele

Quando si parla delle malattie che affliggono l'albero di mele, non si può fare a meno di citare, senza ombra di dubbio, la ticchiolatura e l'oidio, entrambe malattie fungine. La prima è facilmente riconoscibile osservando foglie e frutti, i quali, appariranno cosparsi da macchie tondeggianti di colore scuro. L'oidio, invece, si manifesterà con macchie tondeggianti polverose e biancastre. Entrambe le malattie possono essere prevenute con apposite potature volte ad arieggiare le chiome e con l'applicazione di macerati di tarassaco ed equiseto. Nel caso in cui, una o entrambe le patologie, si fossero diffuse in maniera grave al meleto, potremo intervenire in maniera più decisa con polisolfuro di calcio oppure con zolfo per lo oidio e con rame per la ticchiolatura.

Un'altra avversità in cui ci si può imbattere quando si coltivano mele nel nostro giardino è la butteratura amara. Non siamo di fronte a una malattia vera e propria ma dobbiamo parlare più propriamente di fisiopatia. La butteratura amara si manifesta sui frutti dopo la raccolta come un'alterazione della polpa del frutto, con tacche depresse e suberificate. È dovuta alla difficoltà incontrata dalla pianta a trasportare il calcio fino ai frutti. L'inconveniente può essere prevenuto concimando con farine di alghe calcaree, carbonato di calcio, cenere di legna o irrorando le foglie, dopo la fioritura, con cloruro di potassio.

Quando raccogliere le mele

Esistono molte varietà di mele con tempi di raccolta differenti. Questo fa sì che, piantando diverse varietà di mele nel nostro giardino, potremo raccogliere mele dall'estate all'autunno.